1. Skip to Menu
  2. Skip to Content
  3. Skip to Footer
banner1.jpg 

Prodotti

banner-em

Sabato, 16 Febbraio 2013 14:39

L'esercito di terracotta

LA SCOPERTA
Nel marzo del 1974, alcuni contadini del comune popolare di Yanzhai, nella regione di Xi'an, stavano scavando un pozzo a Lintong, alle pendici del monte Li, quando, con loro grande stupore, videro emergere dall'argilla una testa di terracotta a grandezza naturale. Eppure non era la prima volta che in quel luogo accadeva un evento simile. Nel villaggio si raccontava che circa 60 anni prima un altro contadino, anch'egli alla ricerca d'acqua, aveva dissotterrato una scultura di terracotta. Appena liberata la statua dal terriccio, il pozzo si era però prosciugato e il superstizioso contadino aveva preferito riseppellire e rendere alla terra un oggetto che evidentemente le apparteneva. Per fortuna questa volta gli scavatori si resero conto di aver portato alla luce qualcosa di eccezionale e ne informarono le autorità.




LA LEGGENDARIA ARMATA DEL PRIMO IMPERATORE DELLA CINA
Le indagini condotte da un gruppo di archeologi subito accorsi confermarono l'ipotesi che in quel luogo fosse interrata la leggendaria armata di Qin Shi Huangdi, il primo imperatore della Cina, vissuto nel III secolo a.C., che, ossessionato dal desiderio di immortalità, aveva voluto un esercito a proteggere in eterno il suo immenso mausoleo. In vita Qin Shi Huangdi poteva schierare più di un milione di soldati, ma a vegliare sul suo sonno eterno si "accontentò" di un esercito di terracotta. Nella primavera del 1975, dopo aver compiuto alcuni saggi di scavo, un nutrito gruppo di archeologi, scienziati e restauratori cinesi si mise al lavoro per liberare questo esercito di terracotta. L'evento ebbe subito risonanza mondiale: davanti ai loro occhi non apparve soltanto una tomba, ma un intero microcosmo dell'epoca imperiale Qin. A tutt'oggi sono state scoperte quattro fosse: la n. 1 corrisponde a quella fortuitamente individuata dai contadini del luogo, mentre la n. 2 e la n. 3 vennero rinvenute rispettivamente nel 1976 e nel 1977 grazie a una serie di prospezioni mirate. Nel 1995 venne scoperta l'esistenza di una quarta fossa, che però si rivelò completamente vuota.

 


Complessivamente sono venuti alla luce più di 7000 guerrieri, 600 cavalli e 100 carri da guerra. I guerrieri di Lintong sono modellati nell'argilla pesante del vicino monte Li. Ogni soldato, nelle tre fosse, è diverso dagli altri e grande attenzione è posta nella resa dei particolari: il volto, plasmato con il bulino e le dita, possiede un'espressione individuale, ed è caratterizzato da tratti tipici delle diverse etnie di appartenenza. Inoltre si possono riconoscere 24 fogge diverse di peluria facciale tra baffi, pizzi e basette. Uguale cura è posta nella resa delle mani, dell'acconciatura dei capelli e di tutti i particolari dell'abbigliamento: si distinguono decine di tipi diversi di trecce e crocchie, una grande varietà di copricapo, riservati agli ufficiali e connessi al loro rango, persino tipi differenti di scarpe e di cinture. Grazie a questa incredibile scoperta abbiamo l'occasione di attingere a una straordinaria mole di dati sulla vita militare dell'epoca. Molti maestri artigiani, ognuno aiutato da 18 allievi, hanno lasciato la loro firma sull'argilla: sui guerrieri sono stati riconosciuti 85 nomi di artisti. La tecnica per la realizzazione di queste statue prevede che il torso sia vuoto e poggi su massicce gambe piene. 

 


Le braccia e le mani venivano modellate ispirandosi ai gesti che il singolo soldato doveva compiere nella realtà; tutte le statue erano in origine colorate. Gli occhi avevano la pupilla nera e l'iride bianca, mentre capelli e sopracciglia erano dipinti di nero. Le armature si distinguono per diverse colorazioni: troviamo corazze a scaglie nere con borchie bianche, bottoni dorati, legacci rossi, tuniche verdi e pantaloni turchini, oppure corazze a scaglie marroni con borchie rosse, legacci arancioni e tuniche rosse. Vi sono almeno sette tipi di corazze, che andavano infilate dalla testa e chiuse con bottoni sulla spalla: nella realtà erano lavorate con lamine di cuoio e piastre mobili. Per evitare che lo sfregamento del bordo della corazza con il collo e le guance producesse abrasioni, ogni guerriero indossava anche una sorta di sciarpa protettiva avvolta intorno al collo. Non vi sono invece elmi e rari sono gli scudi. L’assenza degli elmi si ritiene sia da mettere in collegamento con il grande coraggio, celebrato dalle fonti, dei guerrieri dell'esercito di Gin Shi Huangdi, che affrontavano il nemico senza alcuna protezione della testa. A seconda del ruolo rivestito all'interno dell'esercito, le figure sono caratterizzate da copricapi, vesti e armi diverse. I generali si riconoscono dai nastri, segni del loro grado, appuntati sulla spalla, sul petto e sul dorso, e dall'elaborato copricapo, fissato da un nastro sotto il mento. 




Portano una doppia veste con corazza a piastre, pantaloni lunghi e stretti alla caviglia, e scarpe dalla punta quadrata, rivolta verso l'alto. Hanno inoltre un'arma particolare, una spada a doppio taglio, inserita in un fodero sul fianco. Gli ufficiali di medio rango, a seconda della squadra di appartenenza, possiedono diversi copricapi e tipi di corazze o tuniche da combattimento. Si riconoscono due tipologie di abbigliamento: una prevede una lunga tunica sotto una corazza con bande colorate, pantaloni fino allo stinco, un copricapo che indica il grado e la spada inserita nella cintura; l'altra comprende invece una veste pieghettata, una corazza con bordi colorati, ghette e il copricapo da ufficiale. Gli ufficiali di grado inferiore si riconoscono dai pantaloni corti e sono in genere rappresentati con una mano sulla spada e l'altra che impugna una lancia. I soldati della fanteria sono protetti da corazze, senza elmo né scudo; hanno pantaloni corti e scarpe legate da lacci. 


I capelli sono raccolti in una coda di cavallo o in una treccia, appuntata sulla sommità della testa, generalmente sul lato destro. Arcieri, balestrieri e lancieri portano indumenti leggeri, sono talvolta senza corazza, per agevolare movimenti rapidi, e hanno tuniche trattenute da una cintura in vita. Sono raffigurati anche inginocchiati; indossano corazze leggere e vesti corte fino al ginocchio, con pantaloni infilati nei gambali. I cavalieri vestono una corta corazza che lì copre fino alla vita, una tunica ampia sopra pantaloni lunghi, stivali (che nella realtà erano di cuoio) e un copricapo a calotta. Tengono in una mano le redini del cavallo, nell'altra l'arco o la balestra. Gli aurighi portano una veste marrone con nappe rosse e borchie blu, una corazza a scaglie, gambali, e calzano scarpe con la punta quadrata rialzata. Le guardie scelte, infine, presentano la veste, i gambali e le scarpe in tutte le tonalità del viola, mentre l'armatura è nera. Vengono rappresentate con la carnagione rosea.

 

(ricerca a cura di C.Crescitelli)

Devi effettuare il login per inviare commenti